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Le 3 funzionalità delle seconde case in epoca Post Covid-19

, Le 3 funzionalità delle seconde case in epoca Post Covid-19

Chi non ha mai sognato di avere una seconda casa?

Che sia vista mare o immersa in qualche paesaggio di montagna, piuttosto che al lago o in una grande città, poco importa: tutti, prima o poi, abbiamo avuto il desiderio di evadere dalla nostra quotidianità, in un luogo a nostra completa disposizione in ogni momento.

Ma non solo, perché la seconda casa può rivelarsi anche un ottimo investimento immobiliare da prendere in considerazione.

Le nuove abitudini degli italiani

Oggi, più che mai, la seconda casa rappresenta un miraggio per noi italiani, reduci da lunghi mesi di lockdown che ci hanno tenuti fermi a causa della pandemia di Covid-19.

Con questo articolo, ad emergenza sanitaria rallentata e sempre più prossimi alle vacanze estive, vogliamo analizzare le 3 diverse funzionalità che hanno assunto proprio le seconde case.

Iniziamo subito!

1.   Rifugio per lo smart working

Se da un lato il Covid-19 ha messo in ginocchio interi settori, dall’altro la crisi sanitaria ha impresso una forte accelerazione sulla digitalizzazione del Paese e gli italiani sono diventati un popolo di smart worker.

Questo grande grande balzo in avanti per molte aziende, nello sfruttare una modalità di lavoro remota, ha permesso alle persone, in molti casi, di poter svolgere la propria attività lavorativa indipendentemente da dove si trovassero.

In questo scenario, ruolo fondamentale è svolto dalla seconda casa: non più solo luogo di relax, ma un vero e proprio rifugio per gli smart worker che preferiscono, anziché affittarla, vivere la casa in prima persona per tempi più lunghi e godere di uno spazio diverso in cui mettere in atto il lavoro agile.

2.  Un incentivo al turismo interno

Quello a cui assistiamo quest’anno, è il rilancio di un turismo che potremmo definire a “chilometro zero”, in cui la meta e la durata contano relativamente poco.

Pur di andare in vacanza, sono sufficienti pochi giorni e vicino a casa. E probabilmente ci sarà una maggiore richiesta di destinazioni dove il rischio di assembramenti è inferiore.

Il mood degli italiani rimane quello di non rinunciare alle vacanze estive nonostante la pandemia.

Secondo un’indagine condotta da Ipsos, multinazionale che si occupa di ricerche di mercato, il 39% degli intervistati ha risposto con un netto SÌ alla domanda “Se si dovesse sbloccare la possibilità, lei pensa di fare una vacanza di almeno una settimana lontano da casa questa estate?”, mentre il 23% è ancora indeciso.

Un turismo, dunque, caratterizzato dalla ricerca di sicurezza all’interno del proprio nido, la seconda casa appunto, in quanto luogo conosciuto e al riparo.

E per chi non ha una seconda casa di proprietà e cerca in affitto, propende per periodi lunghi principalmente in zone d’Italia che potremmo definire di nicchia: destinazioni “minori” ma ugualmente belle, ricche di storia, natura e cultura di cui il nostro paese è pieno.

Dai piccoli borghi ai capoluoghi di provincia, fino ai luoghi più naturalistici che consentono di fare attività fisica o sport estremi, sicuramente lontani dalle masse.

In ogni caso, si confermano nuovamente come mete preferite Sardegna, Sicilia, Liguria, Toscana, Campania, Emilia-Romagna con una ricerca che si muove dal classico hotel verso una casa in affitto con giardino e piscina.

3. E per gli investitori?

Non per tutti la seconda casa è destinata a luogo dove trascorrere le ferie in famiglia, per molti rappresenta più che mai una fonte di reddito.

Se fino a poco tempo fa abbiamo assistito ad un boom degli affitti brevi, un fenomeno che cresceva a vista d’occhio e che vedeva le case degli italiani dare ospitalità a migliaia di turisti, studenti, professionisti e lavoratori per brevi o brevissimi periodi, in un periodo critico come quello che stiamo vivendo, ci troviamo di fronte ad un mercato delle seconde case ed in particolare quello degli affitti che risultano pressoché fermi almeno per i prossimi mesi.

L’emergenza sanitaria mondiale ha influenzato le scelte di investimento dei nostri connazionali. In questa fase caratterizzata da un indebolimento dell’economia e da una riduzione dei flussi turistici, i proprietari preferiscono infatti spostarsi sui contratti di locazione a lungo termine o mettere in vendita il proprio immobile.

 

Ci sono comunque notizie positive per tutti gli investitori e proprietari di seconde case.

Consigli finali

Vogliamo chiudere questo articolo lasciando 3 consigli per coloro che non vogliono arrestare il proprio business causato dal Covid-19.

Quali?

1- Il mattone non perde il suo appeal, ma trasforma le sue potenzialità. Il vero investimento consiste nell’acquistare una seconda casa in un periodo di mercato poco favorevole per gli affitti brevi, ad un prezzo basso, sfruttandola in prima persona e mettendola a reddito solo in un secondo momento.

2- La possibilità di beneficiare di agevolazioni fiscali definite in “Ecobonus 110” (D.L. n. 34/2020 c.d. Decreto Rilancio), ovvero la detrazione del 110% per la ristrutturazione della propria casa con interventi che comportino un efficientamento energetico o una riduzione del rischio sismico, offre un grande vantaggio a proprietari ed investitori in termini di valorizzazione e potenziamento della seconda casa, purché non di lusso.

3- La nuova sfida è sfruttare le seconde case rimaste vuote dopo la pioggia di cancellazioni dei turisti mettendole a disposizione di chi non riesce a lavorare come vorrebbe a casa propria. I proprietari di case che prima affittavano su piattaforme come Airbnb e che hanno perso entrate a causa dello stop al turismo, possono decidere di trasformare, con un investimento contenuto, il loro appartamento in un luogo working-friendly. In poche parole, seconde case riconvertite in spazi ultra-tecnologici per lo smart working.

Speriamo vivamente che questi consigli ti possano tornare utili e per qualsiasi ulteriore informazione, non esitare a contattarci!

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