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Il futuro di San Siro. Sagor & Partner segue da vicino il processo di rigenerazione

Il futuro di San Siro raccontato da chi vive il quartiere, Il futuro di San Siro. Sagor & Partner segue da vicino il processo di rigenerazione

Pubblichiamo con grande piacere un’articolo scritto dalla dott.ssa Gabriella Bruschi, giornalista Reuters che ricopre oggi la carica di presidente del comitato San Siro.

Un San Siro a doppio futuro


Come si presenterà la zona attorno allo stadio di San Siro nei prossimi anni?

Lo sviluppo degli ultimi avvenimenti al momento non lascia dubbi solo su una cosa: il volto del quartiere attorno allo stadio sarà molto diverso dall’attuale.

Ma sia che ne esca un quartiere sul modello di Citylife oppure uno più aderente all’attuale fisionomia di quartiere giardino, in ogni caso la zona verrà rivalutata e riqualificata.

Il punto sulla situazione.

L’aria di cambiamento per il quartiere è partita a luglio scorso, quando le due società proprietarie di Milan e Inter (il cinese Suning e il fondo americano Elliott) hanno annunciato la volontà di unirsi  per costituire insieme un nuovo stadio accanto all’attuale Meazza.

La strada è apparsa subito in salita sebbene le squadre avessero cercato in tutti i modo di proporre l’idea come “un’opportunità imperdibile”.

I pochi dati resi noti mostravano rendering accattivanti che prevedevano la costruzione di un nuovo stadio lungo via Tesio,  la costruzione di un centro commerciale, oltre a tre torri, hotel e altri edifici, e all’abbattimento dello stadio Meazza ….il tutto per un non investimento di 1,2 miliardi di euro.

Una parte di cittadini amante del genere ha esultato, mentre un’altra parte, più sensibile agli aspetti ecologici della città, raccoltasi nel Comitato di Coordinamento San Siro, ha iniziato a notare le lacune di un tale progetto.

Il Consiglio Comunale prima e la giunta poi all’inizio di novembre hanno in effetti cercato di calmierare l’esuberanza edificatoria delle società sportive ponendo 16 paletti e chiedendo principalmente il non abbattimento del Meazza e un indice di urbanizzazione limitato allo 0,35% del Pgt, contro lo 0,63% della proposta.

Ma che cosa sarebbe significato con ciò ? Avere due stadi nella stessa area, uno per le partite importanti e uno per quelle secondarie?

Anche questa soluzione non è parsa convincere nessuno, né i cittadini che si vedevano in questo modo la zona troppo edificata e troppo affollata in occasione delle partite, né le squadre, che vedevano notevolmente ridotto lo spazio per costruire gli edifici porta-soldi (centri commerciali, ecc).

E in effetti nell’ultimo incontro pre-natalizio le squadre hanno comunicato l’assessore all’urbanistica Maran che la strada dei due stadi uno accanto all’altro non era percorribile.

Intanto però il Coordinamento San Siro ha iniziato a muoversi in un’altra direzione.

Mosso da considerazioni più legate alla Green city, al risparmio di suolo, al contenimento della cementificazione secondo i criteri del Green new deal, e anche a un non indifferente risparmio di denari, si è chiesto se invece di costruire uno stadio nuovo non fosse possibile ristrutturare in toto l’attuale stadio Meazza,  già ora ai primi posti dei maggiori ranking internazionali degli stadi.

Non sarebbe possibile ammodernarlo e renderlo efficace ed efficiente secondo i criteri degli stadi più moderni ? Ha una struttura adatta? Quanto costerebbe? Si potrebbe continuare il campionato?

Il Coordinamento San Siro ha così chiamato a confrontarsi in una tavola rotonda pubblica lo scorso 26 novembre architetti che hanno portato idee di ristrutturazione di straordinaria bellezza e ingegneri strutturisti che hanno per anni lavorato nella costruzione e manutenzione dello stadio. Ebbene, l’esito è stato decisamente positivo. Ristrutturare il Meazza in toto si può! Senza necessità di costruire un nuovo stadio, lasciando lo spazio per aggiungere qualche servizio, conservando suolo pubblico e verde, con una spesa decisamente inferiore.

Grazie a questa tavola rotonda si è alzato un velo, smentendo tutte le obiezioni mostrate fino a quel momento dalle società calcistiche.

Il messaggio del Coordinamento è stato raccolto prima dal Municipio 8 che ha convocato una commissione ad hoc  il 13 dicembre invitando gli architetti e gli ingegneri e la medesima cosa ha fatto il Consiglio Comunale il 16 dicembre.

Si vedrà ora quale delle due strade verranno intraprese: un nuovo stadio insieme ai grattacieli o la ristrutturazione dell’esistente con più verde e meno cemento?

In ogni caso, entrambe le strade porteranno elementi di arricchimento e rigenerazione a un’area da sempre di pregio, così inserita nella zona più verde di Milano che parte da Montestella, passa attraverso l’Ippodromo per continuare con  il parco di Trenno, il Bosco in città e il Parco della Cave. Un’area immensa, che solo pochissime metropoli al mondo posseggono, in cui gli sport e la vita all’aria aperta sono di casa, dove gli scoiattoli abitano indisturbati e d’altro canto una zona ben servita dalla metropolitana e da molti altri mezzi di trasporto. Dopo le feste un’altra puntata.

Gabriella Bruschi.

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